Trattamento chirurgico
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Pseudoartosi non infetta di omero
La giusta indicazione è data dalla
osteosintesi rigida con viti placca ed
innesto osseo contrapposto.
L’osteosinesi endomidollare o l’uso
della fissazione esterna salvo casi
particolari non è corretto.
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| Pseudoartrosi non infetta di avambraccio Unica
indicazione è l’osteosintesi rigida
con placca ed innesto osseo contrapposto
associato a cilindro osseo necessario a
colmare eventuali perdite di sostanza.
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| Pseudoartosi non infetta di femore Nelle
forme serrate, allineabili, osteosinesi
endomidollare.
Nelle forme lasse osteosintesi rigida con
placca ed innesto.
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| Pseudoartrosi non infetta di tibia Il trattamento chirurgico tende
all’impiego di placche a causa della
ubicazione sottocutanea del segmento
scheletrico leso e per il rischio,
piuttosto elevato di infezione.
La giusta indicazione è l’osteosintesi
endomidollare associata all’osteotomia
del perone.
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| Pseudoartrosi infetta di omero Come
per gli altri distretti bisogna bonificare
il focolaio infetto generosamente
fino a raggiungere l’osso ossigenato, stabilizzando poi in
compressione il focolaio
con fissatore esterno.
L’omero bene sopporta sia da un punto di
vista estetico che funzionale accorciamenti
anche sensibili.
Ideale l’apparato di Ilizarov che assicura
un’ottima stabilità
proibito l’uso di chiodi endomidollari,
osteosintesi rigida, innesti ossei.
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| Pseudoartrosi infetta di avambraccio
Fortunatamente rara ed a prognosi severa.
L’uso della fissazione esterna, quasi sempre
indicata negli altri segmenti è qui
controindicata per due motivi:
1) la regione anatomica è attraversata da
vasi e nervi che possono rendere pericoloso
il passaggio delle fiches
2) il radio e l’ulna con le loro articolazioni
radio-ulnari prossimale e distale fanno parte
di un complesso composito che richiede
sempre una ricostruzione anatomica.
Il trattamento di questa grave affezione
consiste in:
1) pulizia chirurgica radicale con
asportazione dei mezzi di sintesi, resezione del focolaio
fino a tessuto sano
2) applicazione di un distanziatore con cemento antibiotato
3) ad esami (ves e prot. C) normalizzati
osteosintesi con placca, innesto osseo cilindrico
intercalare e corticale contrapposto.
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| Pseudoartosi infetta di femore Prevede
pulizia chirurgica del focolaio infetto
e sua stabilizzazione con fissatore esterno.
Nelle ampie perdite di sostanza (oltre i 3 cm.)
per recuperare la lunghezza dell’arto vi
è indicazione alla fissazione esterna circolare
ed alla compattotomia con l’apparato di
Ilizarov.
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| Pseudoartosi di gamba
Frequente ed a prognosi severa.
È in questo segmento che le parti molli sono
spesso interessate in grave misura con
fistole secernenti pus, mezzi di sintesi che
affiorano, ampi segmenti di tibia necrotici.
Spesso necessario quindi l’uso preventivo di
ossigeno-terapia.
Pulizia chirugica generosa di parti molli e
tessuto osseo infetto e necrotico fino a
raggiungere tessuto ossigenato, vitale.
Ciò comporta la creazione di gap importanti
che richiedono l’uso dell’apparato di Ilizarov
e compattotomia .
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