cosa fare

Abbiamo visto come la pseudoartrosi sia legata e direttamente proporzionale alla gravità del quadro di partenza, ma soprattutto dipenda da una osteosintesi insufficente ed errata.
Se questa complicazione tardiva quindi appare inevitabile e non rara in ogni reparto di traumatologia, per risolverla poi è necessario avere idee molto chiare sulle indicazioni chirugiche e padronanza delle varie tecniche operatorie tanto da considerare il trattamento della pseudoartrosi come chirurgia superspecialistica.
Il trattamento chirugico presenta picchi di difficoltà a seconda delle caratteristiche anatomo-radiografiche della lesione, del tempo trascorso, ma soprattutto dal numero di interventi subiti e falliti.

Se l’indicazione giusta e la tecnica chirurgica corretta sono i cardini della guarigione, non si può prescindere da altri presidi che presuppongono una ottimale organizzazione assistenziale.
Esteso uso di innesti ossei omoplastici (trapianto effettuato con tessuto osseo prelevato da individui della medesima specia), che presuppone l’esistenza di una fornita banca dell’osso per le forme non infette.

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Nelle pseudoartrosi infette sono necessari altri presidi:

  • La ossigenoterapia iperbarica
  • L'immunostimolazione attiva
    Questi due presidi in fase preoperatoria sono in grado di migliorare molto il quadro clinico locale e facilitare quindi l’intervento.
  • La terapia antibiotica mirata dopo prelievo intraoperatorio di materiale infetto.