Pseudoartosi: mancata consolidazione di una frattura.
È una complicazione tardiva, non rara in cui si interrompono i normali processi di guarigione della frattura.
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Come guarisce una frattura?

Le fratture riparano per mezzo di un tessuto osteoformatore (callo osseo) che avvolge i capi ossei, si fonde con essi e ne determina la consolidazione.
È un processo lento in cui ha grande importanza l’ematoma che si realizza nel momento del trauma.
Esso coagula e viene poi invaso da cellule osteoformative e capillari sanguigni neoformati.
L’ematoma cioè si trasforma lentamente in un tessuto (callo di frattura) giovane, ricco di cellule, ancora povero di calcio, meccanicamente insufficente, non solido.
In seguito tale tessuto matura e si trasforma lentamente in osso resistente e solido.
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Qualsiasi evento interferisca negativamente in questo processo lento e delicato può portare alla mancata consolidazione o pseudoartrosi.
Nella moderna traumatologia si è praticamente abbandonato il trattamento incruento con apparecchio gessato; si procede quasi sempre alla riduzione cruenta ed osteosintesi (viti, placche, chiodi endomidollari, fissatori esterni).

Lo scopo principale dell’osteosintesi è quello di ricostruire l’anatomia del segmento osseo fratturato evitando così deformità, accorciamenti o viziose consolidazioni e soprattutto evitare l’immobilizzazione delle articolazioni vicine consentendo una ripresa della funzione il più precoce possibile.
Aprire, cruentare il focolaio di frattura, scollare generosamente i frammenti ossei, applicare mezzi di sintesi metallici, espone però ad un maggiore rischio di pseudoartosi.

Le pseudoartosi possono quindi essere più raramente primitive (risultato negativo di un trattamento conservativo) o molto più spesso secondarie (conseguenti ad una osteosintesi). clicca sull'immagine per ingrandirla